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Lombosciatalgia

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Lombosciatalgia

La lombosciatalgia è una sintomatologia per cui il paziente avverte dolori intensi sia in sede lombare che lungo il nervo sciatico, non infrequentemente fino al piede. Tale disturbo è normalmente monolaterale, ma può estrinsecarsi bilateralmente. Essa può evidenziarsi sia come un dolore pressorio (di norma a livello della colonna lombare), sia come disturbo doloroso della sensibilità (bruciori, parestesie sotto forma di formicolii/spilli) lungo l’arto inferiore. A volte si aggiunge zoppia dovuta ai dolori alla/e gamba/e e/o a diminuzione di forza ad un gruppo di muscoli dell’arto inferiore. Le cause principali della lombosciatalgia possono essere l’ernia del disco intervertebrale, ovvero la rottura parziale di un disco con fuoriuscita della sua porzione centrale (nucleo polposo) nel canale spinale, obesità, attività lavorative pesanti, attività sportive che causano continui microtraumatismi, vita sedentaria, posture scorrette.
Nella maggioranza dei casi, per curare la lombosciatalgia, si può consigliare un breve periodo di riposo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori non cortisonici, eventualmente consigliando l’uso di un corsetto semirigido durante la stazione eretta. Qualora si evidenzino disturbi di forza agli arti inferiori o disturbi nel controllare gli sfinteri, si dovrà procedere, il più celermente possibile, ad una diagnosi anche neuroradiologica. Ottenuto il dischetto della risonanza, bisognerà verificare la corrispondenza fra alterazione radiologica e disturbo lamentato dal paziente ed eventuali deficit rilevati in corso di visita specialistica. Qualora i disturbi algici persistano per 15-20 giorni, sarà opportuno programmare un ciclo di terapia infiltrativa a livello della specifica radice nervosa clinicamente evidenziata in sede di visita neurochirurgica.

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